Fabrizio Castellucci

Fabrizio Castellucci è professore in Bocconi di Organizational Behaviour, ossia, volendo semplificare al massimo: “la scienza di come far lavorare al meglio le persone”. Il contributo di Fabrizio sarà fondamentale, perchè una scuola innovativa può essere realizzata solo con insegnanti di talento messi in grado di lavorare al loro meglio. Ma mettere le persone in grado di dare il meglio di sè e di contribuire al massimo non è una cosa banale, è un’arte, o una scienza.

Fabrizio, perchè hai accettato di entrare a far parte del comitato scientifico di questo progetto?

Ho iniziato ad interrogarmi sulle caratteristiche che una scuola dovrebbe avere e su quelle che vorrei non avesse quando mia figlia ha iniziato a frequentare la scuola materna. Non erano molti i modelli che ritenevo almeno soddisfacenti. Ed ora che iniziera’ la scuola elementare, le prospettive sono forse peggiori. Questo progetto permette di ridisegnare come si insegna ai bambini in un modo che non sia ancorato alla visione dell’educazione dei secoli passati.

Qual è la tua visione di una scuola innovativa adatta ai bambini e alla società di oggi e di domani?

Come docente universitario mi rendo conto che molti studenti non hanno le caratteristiche che permetta a loro di sopravvivere non tanto nella societa’ di oggi, ma in qualsiasi societa’ che cambia. Ritengo che per poter affrontare qualsiasi societa’ sia necessario essere liberi, autonomi e responsabili. Ed una scuola innovativa dovrebbe promuovere questi valori e comportamenti con i bambini. Se ripenso alla mia esperienza educativa, qualcuno mi diceva cosa fare, cosa pensare, e come studiare. Se lo facevo ero bravo, se non lo facevo un cattivo studente. Ecco, una scuola innovativa dovrebbe centrarsi sulle individualita’ dei bambini e non tentare in tutti i modi di uniformarli.

Qual è secondo te l’elemento chiave per realizzare una scuola del genere?

Parzialmente l’ho gia’ detto. Pensare al bambino come la risorsa attorno alla quale il sistema educativo deve adeguarsi. Permettere al bambino di trovare se stesso, il proprio modo di pensare, di affrontare le cose, senza vincoli. Mantenendolo responsabile ovviamente. Quindi evitare le standardizzazioni forzate in cui tutti imparano le stesse cose, allo stesso modo, e con gli stessi tempi.